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La sfera pubblica rimbalza?

Da un social network all'altro, la rete non si dà per Persia, anzi. Il web 2.0 sta finalmente scoprendo le carte e dimostra come da Viale Mazzini a Teheran ci sia ben poco da fare quando in ballo c'è la libertà di informazione.

Il web 2.0 sta finalmente scoprendo le carte e dimostra come da Viale Mazzini a Teheran ci sia ben poco da fare quando in ballo c'è la libertà di informazione.
Ma questo è solo un aspetto. La fase successiva sarà capire dove porta questo rimbalzare dell'informazione e soprattutto se al binario della condivisione dei fatti possa aggiungersi quello delle opinioni. Se una nuova sfera pubblica possa trovare nella ricerca di informazioni, come fu per quella borghese, la ragione del proprio progredire o se l'abusatissima agorà virtuale, soprattutto in questi giorni dimostri eccessiva elasticità adattandosi alla copertura di stampa e tv? (Obama, l'Aquila, Villa Certosa, Teheran, Palazzo Grazioli, ecc...).
O ancora, se si usano i social network per leggere vedere o ascoltare quello che non si trova sul telecomando (con tutte le sfumature che il satellite ci ha svelato) non si rischia di far coincidere l'informazione con l'opinone, il fatto con la sua interpretazione. Insomma, se dipingo di verde la mia immagine profilo per solidarietà alle proteste Iraniane quanto dimostro di sapere sui rapporti tra politica e religione nel mondo islamico? Chiaramente la questione non è il narcisismo da opinion leader, ma il rapporto e le dinamiche che si stabiliscono tra la partecipazione e la condivisione. La regola del 89 10 1  (89 guardano, 10 condividono , 1 produce contenuti) che sembra ancora valida per la vita dei social network ci costringe a chiederci se la nuova opinione pubblica non rischi di comporsi di fan o taggatori più che di liberi pensatori.

da http://matteovannucchi.nova100.ilsole24ore.com/ del 06/19/2009
"Twitter ha rimandato alcuni lavori di aggiornamento per non lasciare la popolazione iraniana senza servizio, come riportato nel blog ufficiale. A tal proposito ci sono stati addirittura dei contatti ufficiali fra lo U.S. State Department (il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti) e Twitter. Ecco un servizio della Fox News che tratta, in inglese, dell'importanza di Twitter nella situazione iraniana oggi.

Da poco sia Google che Facebook hanno fatto la loro mossa, rendendo disponibili alcuni servizi in persiano. È una conferma dell'importanza dell'informazione  web 2.0, dove anche gli utenti creano i contenuti e li diffondono.

Google ha aggiunto al suo servizio di traduzioni online il persiano. Il tutto è ancora in fase sperimentale, ma funzionante (qui il link). Se il traduttore dovesse andare incontro a malfunzionamenti, Google farà il possibile per rimetterlo in funzione il prima possibile ("We'll keep a close watch and if it breaks, we'll restore service as quickly as we can."). L'annuncio di Google sottolinea l'importanza di questo servizio. Ora è possibile tradurre dal persiano a molte altre lingue, e viceversa, interi siti web, news, blog, aumentando l'accesso di ognuno all'informazione ("...increasing everyone's access to information.").

Facebook ha rilasciato una versione beta del suo portale in persiano in modo da facilitare l'accesso ,e il conseguente scambio di informazioni, fra gli utilizzatori iraniani. Anche in questo caso l'annuncio è stato dato dal  blog della società."

 

 
 
 

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